Dialoghi – Il paese dei noodle istantanei
Giugno 2025

Oggi vi portiamo nel mondo dei fang bian mian, i noodle istantanei che dagli anni Settanta non possono mancare nel kit di sopravvivenza degli abitanti della Repubblica popolare. Molto più di un semplice prodotto, essi richiamano immagini e sensazioni che sembrano insostituibili. Dialoghi: Confucio e China Files” è una rubrica in collaborazione tra China Files e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.
Di Sabrina Moles
Se la Cina ti offre acqua calda, preparaci degli spaghetti. Conosciuti in Italia come ramen o noodle istantanei, rappresentano per il mondo sinofono qualcosa di più di un pasto caldo, economico e semplice da preparare. Dai campus universitari ai lunghi viaggi in treno dei lavoratori migranti, dagli angoli delle strade o dietro ai banconi di un negozio, essi sono in tutto e per tutto il fast food con caratteristiche cinesi.
Oggi le alternative “occidentali” ai fang bian mian (方便面) minacciano non tanto un prodotto quanto un intero universo culturale fatto di profumi, abitudini e strumenti che sembrano sempre rimanere al passo con i tempi. Un viaggio nel mondo dei noodle istantanei è come un tour delle tante, sfaccettate, quotidianità della Cina di ieri e oggi.
Origini e sviluppo di un mercato senza precedenti
La storia dei noodle istantanei in Cina ha avuto una partenza incerta. Mentre il ramen giapponese iniziava a spopolare, nel 1964 a Pechino fu tentata una produzione sperimentale che però non ebbe successo commerciale. Il primo prodotto di rilievo venne lanciato a Shanghai nel 1970, ma fu solo nel 1991 che il mercato decollò davvero con nomi tuttora importanti come Master Kong, marchio fondato dai fratelli Wei a Tianjin. Con l’introduzione dei suoi noodle al “manzo brasato”, il brand riuscì a conquistare rapidamente i consumatori cinesi. Facili e veloci da preparare, gli spaghetti istantanei sono presto diventati un prodotto immancabile in quei contesti dove combinare semplicità e costi contenuti diventava fondamentale.
Il tradizionale street food cinese poteva risolvere le esigenze delle persone che si recano sul posto di lavoro, o necessitano di una pausa pranzo di pochi minuti. Ma i noodles istantanei erano finalmente l’alternativa ideale ai pasti consumati durante i lunghi viaggi in treno, nonché qualcosa di economico ma gustoso per gli studenti confinati nei dormitori durante le sessioni di studio.
Con oltre 45 miliardi di porzioni consumate nel 2022, la Cina è oggi il più grande mercato mondiale di noodle istantanei, rappresentando quasi il 40% del consumo globale. A farla da padrone sono i marchi storici come Master Kong, Uni-President, Jin Mai Lang e Bai Xiang, che nel 2018 detenevano oltre l’80% del mercato. Puntando sulla produzione di massa di un prodotto dai costi estremamente contenuti, l’industria dei noodle cinesi riesce anche a sfondare all’estero ed è molto semplice trovare lo stesso tipo di spaghetti sugli scaffali dei negozi di prodotti cinesi.
Il simbolo del viaggio di ritorno durante il Capodanno cinese
Associazioni di ricordi, immagini e sapori legati ai noodle istantanei sono quelle del loro consumo durante il chun yun (春运), la massiccia migrazione interna alla Cina legata ai festeggiamenti del Capodanno lunare. In questi giorni, milioni di viaggiatori affrontano lunghi spostamenti, spesso su treni affollati e con percorrenze che possono oltrepassare le venti ore. Qui la possibilità di ricorrere a un pasto caldo e pratico diventa fondamentale. Una confezione di noodle istantanei rappresenta la soluzione ideale: facile da trasportare, pronta in pochi minuti con acqua bollente, immancabile su tutti i convogli che viaggiano nella Repubblica popolare.
Anche se oggi le opzioni di consegna di pasti freschi sono aumentate, molti viaggiatori continuano a ricorrere a questo piccolo rito, spesso associato ai ricordi dell’infanzia o ai tempi dell’università. Immancabili infatti anche nei campus, gli spaghetti istantanei hanno permesso a intere generazioni di creare i propri piccoli momenti di convivialità nell’intimità dei dormitori contro il caos delle enormi mense universitarie.
Declino e innovazione
Nonostante la crescita costante dal 1993 al 2011 e un picco di vendite nel 2013, negli ultimi anni il mercato dei noodle istantanei in Cina si è trovato in difficoltà. Il boom dei servizi di delivery come Meituan ha offerto ai consumatori alternative più fresche, pratiche e spesso più economiche, grazie alle strategie di scontistica e fidelizzazione delle piattaforme.
La pandemia ha temporaneamente invertito la tendenza, con un aumento del consumo dovuto al lockdown e alla limitata disponibilità di altre opzioni, ma il 2023 ha visto una nuova flessione, sottolineando la necessità per il settore di rinnovarsi e innovare.
C’è poi un elemento altrettanto importante: i noodle istantanei sono considerati spesso un “junk food” a causa dell’alto contenuto di sodio, grassi e del metodo di preparazione tramite frittura dell’impasto. Questa reputazione ha portato genitori ed educatori a scoraggiarne il consumo, soprattutto tra i giovani. Ma allo stesso tempo non mancano le ricette a prova di social, dove interi profili insegnano a fare un “upgrade” dei fang bian mian con strategie altrettanto semplici e veloci. Inoltre, alcuni marchi hanno introdotto dei noodle istantanei “artigianali”, caratterizzati da spaghetti di qualità superiore e condimenti più ricchi, con meno conservanti e con l’aggiunta di nuove ricette.