Dialoghi – Il ritorno “punk” della Medicina Tradizionale Cinese
Maggio 2026

I giovani cinesi combattono stress, ritmi di lavoro massacranti e poche ore di sonno con rimedi liberamente ispirati alla medicina tradizionale cinese, che oggi vive una nuova stagione di popolarità. “Dialoghi: Confucio e China Files” è una rubrica in collaborazione tra China Files e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.
Di Camilla Fatticcioni.
Hai problemi di pelle dovuti alla mancanza di sonno? Allora investi in prodotti skincare sempre più costosi. Bevi troppo alcol? Basta aggiungere qualche bacca di goji per alleviare l’hangover. La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è tornata in voga tra i giovani (sull’aumento delle cliniche di MTC avevamo dedicato questo pezzo di Dialoghi), ma si è adattata ai tempi odierni. In realtà ci troviamo in una zona grigia di “sub-salute”, dove ormai salute e cura del corpo sono capitalizzati e venduti come rimedi lampo ad uno stile di vita insostenibile.
Una buona abitudine per correggerne una cattiva: il fenomeno è noto come “Punk Health Preservation” ed è un approccio ironico e pragmatico alla salute, in cui cattive abitudini, come ad esempio fare le ore piccole, mangiare cibo spazzatura, ubriacarsi durante il weekend, vengono compensate con piccoli rimedi della tradizione, percepiti come correttivi immediati.
Le cosiddette “bevande per nottambuli” incarnano perfettamente questa tendenza. I giovani cinesi compensano i loro ritmi sregolati adottando, spesso con scarso entusiasmo, alcuni rimedi tipici delle generazioni più anziane. Se i genitori sorseggiano al mattino tè alle bacche di goji per mantenersi in salute, i figli preferiscono bevande in bottiglia arricchite con ingredienti della medicina tradizionale, consumate dopo notti insonni davanti al computer o allo smartphone.
Oltre alle bevande pensate per chi dorme poco, spopolano prodotti che promettono pelle luminosa, più energia, perdita di peso o riduzione dei gonfiori. Venduti sotto forma di snack o di rimedio miracoloso, sembra essere l’unico antidoto ad uno stile di vita stressante tra lavoro e studio.
Quasi l’80% dei nottambuli in Cina ha tra i 18 e i 34 anni. Parallelamente, quasi due terzi dei colletti bianchi cinesi acquistano prodotti per la salute, soprattutto per mantenere il benessere quotidiano e limitare gli effetti delle notti insonni. Tra le paure più diffuse c’è quella della morte cardiaca improvvisa, diventata negli ultimi anni un tema ricorrente sui social. Passando gran parte della giornata a lavoro molti riescono a trovare tempo per se stessi solo di notte. Questo circolo vizioso, fatto di stanchezza durante il giorno e notti insonni, è ben noto a molte persone, tanto che negli ultimi anni il concetto di bed time procrastination è diventato una moda.
Il mercato ha reagito rapidamente alla richiesta. Diversi marchi di tè di nuova generazione hanno iniziato a commercializzare caffè alle bacche di goji e altre bevande pensate per i giovani consumatori urbani. Anche importanti aziende di medicina tradizionale cinese sono entrate nel settore con tisane fredde, bevande in bottiglia e packaging dal marketing accattivante. Nel 2025 il mercato cinese delle bevande a base di erbe ha raggiunto i 64,27 miliardi di yuan, registrando in alcuni segmenti trainati dalla Gen Z una crescita annua del 182%.
Tra i casi più noti c’è Zhima Health, marchio controllato da Tong Ren Tang, storica azienda di medicina tradizionale cinese. Il brand ha lanciato una linea di caffè alle erbe ispirata al concetto di chiku, espressione che significa letteralmente “mangiare l’amaro” e richiama l’idea, profondamente radicata nella cultura cinese, secondo cui le medicine amare siano anche le più efficaci. Uno dei prodotti, un latte al sesamo nero, porta il nome ironico di “l’amarezza della calvizie precoce”; un altro, aromatizzato con cardiaca e rosa, si chiama “l’amarezza del restare single per sempre”.
L’ultima novità del momento sono i cocktail bar di Medicina Tradizionale Cinese, dove vengono preparati drink dopo un’attenta visita medica. La prescrizione del dottore diventa quindi la base per una miscela di bacche di goji, radici e erbe utili a curare i disturbi diagnosticati davanti al bancone del bar.
Più che veri trattamenti medici, questi prodotti offrono spesso una forma di rassicurazione psicologica e una gestione dello stress a basso costo, perfettamente compatibile con uno stile di vita in cui non c’è più tempo per i lunghi decotti della tradizione.
Dietro il fenomeno del “punk health preservation” si intravede però anche qualcosa di più profondo: una generazione cresciuta nella competizione estrema, schiacciata tra precarietà lavorativa, costo della vita e cultura della produttività, che cerca forme rapide e accessibili per prendersi cura di sé senza rinunciare ai ritmi imposti dalla vita urbana dalla cultura del 996, che impone ritmi lavorativi insostenibili. Più che un ritorno autentico alla tradizione, il successo di questi prodotti racconta il tentativo di rendere il benessere compatibile con l’esaurimento quotidiano, una pillola pensata come magica, ma spesso amara, da buttare giù.